I detersivi industriali hanno qualche peccato da scontare e purtroppo anche chi li usa entra a far parte di una catena negativa di inquinamento, degrado ambientale, deforestazione, pesante impatto sociale nei paesi di produzione dei componenti , perdita senza ritorno di biodiversità, aumento della CO2, insomma, guarda qui. Oltre a tutto questo delirio globale ci sono anche problemi oggettivi di inquinamento territoriale e delle acque dove il prodotto finito viene consumato così come problemi soggettivi relativi ai componenti allergizzanti.... Puo bastare?
La cosa più disarmante è sapere che spesso si fa spallucce e si preferisce far finta di niente, si continua con le solite abitudini acquisite pensando che non sia legata al singolo la responsabilità di scegliere cosa utilizzare per la vita di tutti i giorni: tanto cosa ci posso fare io? Ma sarà proprio la mia spesa a cambiare il mondo? Figuriamoci...poi se questo è quello che viene commercializzato....
Invece è proprio così, è proprio la tua spesa, sono le tue (le nostre) abitudini che determinano la produzione globale, siamo proprio noi responsabili...SVEGLIAAAAA!!!!!!!!
La spocchia e il delirio di onnipotenza di chi decide cosa e come produrre ha un veicolo preferenziale su cui viaggiare: i governi (tutti, nessuno escluso) e un carburante poderoso: gli acquirenti, i consumatori, quelli che hanno denaro, anche poco, da spendere, NOI!
Se veramente ci sta a cuore la nostra casa e i nostri figli, dobbiamo vedere ogni albero e prato e montagna, ogni mare e lago e bicchiere d'acqua, ogni cucciolo, che sia animale o bimbo, come nostri e trattarli come fossero nostri, perché SONO NOSTRI! Invece ci limitiamo a difendere con le unghie e i denti il "nostro" parcheggio quando qualcuno ce lo ruba, difendiamo il nostro balcone dai panni stesi dell'inquilino del piano di sopra, difendiamo il nostro sonno da rumori molesti, difendiamo le nostre misere cose da chi le invade o anche solo le si avvicina. Invece dovremmo imparare a difendere il nostro mondo, quello che ci porta in giro nello spazio intorno al sole, dobbiamo imparare a difendere la nostra aria, la nostra acqua, il nostro cibo, la nostra terra, i nostri figli, così come difenderemmo il nostro cellulare, la nostra auto, la nostra casa ma anche solo il nostro posto a sedere su di un tram.
E qui entra in gioco la lisciva...
L'autoproduzione è un'arma potentissima di difesa: ci mette al riparo da acquisti scriteriati, ci fa risparmiare, elimina gli effetti nefasti della globalizzazione, ci permette di assaporare il lusso dei prodotti migliori per noi e per chi ci sta intorno, senza allergeni né inquinanti, ci riporta ad affinare abilità dimenticate con il valore aggiunto dato da sapere, conoscenze, tecnologie, progetti nuovi: passato e presente con tanta attenzione al "nostro" futuro.... Già, chi l'avrebbe detto che il futuro potrebbe dipendere anche dalla lisciva? E' un piccolo passo, un contributo, un modo per evitare danni sempre più tangibili, facile da fare e a costo zero.
COSA SERVE:
cenere di legna (no pellet!) basta una stufa o un pizzaiolo consenziente
un pentolone non d'alluminio con coperchio che useremo solo per questo scopo
acqua che dovrà essere 5 volte la cenere (in volume)
guanti di plastica
vecchi teli di cotone per filtrare
un vecchio colino
un vecchio mestolo
un secchio
contenitori con tappo, meglio di vetro
COME SI FA:
Si porta a bollore la cenere setacciata nell'acqua per circa due ore (ATTENZIONE: dedicare questi pochi attrezzi unicamente alla produzione di lisciva (anche all'autoproduzione di sapone) senza mescolarli a quelli utilizzati in cucina. Dopo il raffreddamento e l'attesa di un giorno più o meno per dar tempo alla pasta di cenere di depositarsi sul fondo, bisogna filtrare il composto con un telo di cotone fine, posto sopra un colino, direttamente nel secchio, indossando guanti di plastica e prelevando la lisciva, cercando di muoverla il meno possibile, con un mestolo aspettando sempre che la cenere si depositi completamente sul fondo. Filtrando più volte, attendendo sempre il deposito della poltiglia, si ottiene un prodotto abbastanza limpido e sicuramente efficace, mentre il fondo può essere usato come pasta sgrassante ottima su acciaio, pentole incrostate, vetri. Si conserva a lungo in bottiglie di vetro o plastica (occhio che se si abbonda con la cottura la lisciva diventa talmente concentrata da essere corrosiva anche per la plastica!!!) e gli usi sono molti: la lisciva è la versione domestica della soda caustica quindi ha un elevato potere pulente: mezzo bicchiere di lisciva in un litro d'acqua e qualche goccia di olio essenziale di limone (facoltativo) è un ottimo detergente per superfici dure e può essere usato e conservato in uno "spruzzino" riciclato, mezzo bicchiere in un secchio invece diventa un detergente per pavimenti, evitando di lavare marmo e parquet. Sempre mezzo bicchiere in lavatrice sostituisce il detersivo ma occhio ai delicati. Per i pavimenti e i tessuti delicati meglio il detergente a base di Marsiglia e la lisciva è proprio quello che serve insieme all'olio d'oliva per autoprodurre il sapone, ma questo lo impariamo a fare un'altra volta, anche perché è una validissima base per l'igiene personale: non ci può mancare un ulteriore passo verso l'autosufficienza anti globalizzazione!!!
BENVENUTO
BENVENUTO!!! SEI NEL BLOG DELLE ISTRUZIONI PER FAR DA TE TUTTO QUELLO CHE SERVE!!!
Visualizzazione post con etichetta Consigli per i NON acquisti. Mostra tutti i post
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martedì 18 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
Shampoo, dentifricio, sapone...ma ci penso io o li compro?
Quasi sempre i prodotti cosmetici e per l'igiene personale portano in dote ingredienti inquinanti, ossia il loro ciclo produttivo è inquinante, sono contenuti in confezioni di plastica che rimarranno a zonzo nel pianeta per 100/1000 anni, vengono testati su animali vivi ustionandoli e avvelenandoli e, come se non bastasse, sono dannosi per la salute di chi avventatamente li acquista: noi!!!! Petrolati, siliconi, paraffine sono tossici e inquinanti e ne trovi a decine sui banchi cosmetici dei supermercati ma anche in farmacia e in profumeria. Se ci si volesse accertare direttamente di cosa contengono shampoo, creme, deodoranti, detergenti che magari abbiamo in casa, basta leggere gli ingredienti, l'INCI, che per legge tutti i prodotti devono avere. Se si riscontra qualche ingrediente che compare nel BIODIZIONARIO, si può stare certi che per lavarsi i capelli o deodorarsi le ascelle o sciacquarsi le parti intime, si sta sicuramente usando qualcosa di tossico per noi, inquinante per l'ambiente e che ha lasciato sul banco qualche cavia ustionata viva!!! Per evitare di passare delle giornate intere alla ricerca di qualcosa che non contenga prodotti da bollino rosso e che quindi non sia una sorta di bomba ad orologeria, questo è l'elenco bell'e pronto di prodotti economici, in vendita al supermercato ed esenti da schifezze varie, ma non dal contenitore che difficilmente sarà biodegradabile. Complicato, vero? Ricordiamo quindi che c'è sempre la solita e sorridente via del "chi fa da se fa per tre" che io prediligo e utilizzo con grande soddisfazione.
Basta andare alla lista della non spesa e cercare la ricetta per questo o quel prodotto bio etico, bio compatibile, sano ed economico, insomma: il solito lusso dell'autosufficienza! Provare per credere!
Basta andare alla lista della non spesa e cercare la ricetta per questo o quel prodotto bio etico, bio compatibile, sano ed economico, insomma: il solito lusso dell'autosufficienza! Provare per credere!
domenica 16 febbraio 2014
I ceci e l'aceto per i capelli
Sono veramente tanti gli alimenti naturali, economici, disponibili sia perché autoprodotti o al massimo con reperibilità a km 0, che ci aiutano ad avere pelle e capelli puliti e curati!
Limone, aceto, miele, uova...i classici rimedi della nonna, che bellezza! In tutti i sensi, la bellezza a 360* con prodotti vivi, bio-compatibili, senza additivi né conservanti, non testati su animali, liberi da flaconi di plastica e, soprattutto, senza residui chimici nocivi (per me, per te, per tutti) come unici componenti. Ecco allora le migliori e vecchie ricette per salute e bellezza dei capelli.
SHAMPOO PER OGNI TIPO DI CAPELLO
Se ne può preparare una discreta quantità, conservandola in un flacone pulito riciclato (magari già destinato a contenere shampoo) per non oltre 10 giorni, riponendola in frigorifero dopo l'uso. Gli ingredienti necessari sono:
- un cucchiaione di farina di ceci, quella che si usa per la farinata, reperibile ovunque
- un bicchierone di acqua tiepida (250 ml)
- due cucchiai di aceto, quello che autoproduciamo (...va bene anche quello comperato)
Quando è ora di lavarmi i capelli, metto in una ciotola la farina di ceci, aggiungo poca acqua alla volta per evitare grumi e mescolo fino a quando non ho utilizzato tutta l'acqua quindi aggiungo l'aceto.... FATTO!!!
Utilizzo il composto massaggiando il cuoio capelluto fino a quando tutta la capigliatura non ne è impregnata, poi sciacquo abbondantemente. I capelli sono morbidi, lucidi e puliti. Lo shampoo avanzato lo ripongo nel flacone poi in frigorifero per essere usato nel giro di 10 giorni, dopo averlo energicamente shakerato
In dispensa però troviamo molti altri elementi principe per capelli: il tuorlo d'uovo, il limone, il miele e l'olio di semi di girasole...E se vogliamo esagerare, si potrebbe comperare un flacone di olio si semi di lino o di germe di grano. Queste sostanze hanno tutte la particolare attitudine di risolvere problemi: il tuorlo d'uovo è un rivitalizzante che nutre e lucida i CAPELLI SFIBRATI O SECCHI e per minimizzare il problema odore, si può provare a sciacquare i capelli con acqua e aceto (che è anche lucidante) . Lo stesso vale per gli oli con i quali massaggiare solo le punte prima dello shampoo.
Il miele è perfetto per CAPELLI TINTI E TRATTATI: tre cucchiai di miele mescolati a uno di acqua diventano una sorta di crema che va distribuita sulla capigliatura. L'impacco va lasciato almeno un’ora prima di sciacquare e lavare la chioma. Il miele a differenza dell’uovo ha un aroma buonissimo.
Il limone è adatto a chi ha CAPELLI GRASSI in quanto tende a seccare e lucidare i capelli spenti, usandolo nell’ultimo risciacquo diluito in acqua. CAPELLI BIONDI: Il limone, come la camomilla, tende anche a schiarire, via libera quindi alle bionde, senza esagerare comunque perché secca troppo. Per i CAPELLI SCURI invece, in autunno, si fanno bollire le castagne e l'acqua ottenuta, versata sui capelli subito dopo lo shampoo, ravviva i riflessi. Utile anche contro la forfora.
Qualcuno ha qualche rimedio da suggerire?
Limone, aceto, miele, uova...i classici rimedi della nonna, che bellezza! In tutti i sensi, la bellezza a 360* con prodotti vivi, bio-compatibili, senza additivi né conservanti, non testati su animali, liberi da flaconi di plastica e, soprattutto, senza residui chimici nocivi (per me, per te, per tutti) come unici componenti. Ecco allora le migliori e vecchie ricette per salute e bellezza dei capelli.
SHAMPOO PER OGNI TIPO DI CAPELLO
Se ne può preparare una discreta quantità, conservandola in un flacone pulito riciclato (magari già destinato a contenere shampoo) per non oltre 10 giorni, riponendola in frigorifero dopo l'uso. Gli ingredienti necessari sono:
- un cucchiaione di farina di ceci, quella che si usa per la farinata, reperibile ovunque
- un bicchierone di acqua tiepida (250 ml)
- due cucchiai di aceto, quello che autoproduciamo (...va bene anche quello comperato)
Quando è ora di lavarmi i capelli, metto in una ciotola la farina di ceci, aggiungo poca acqua alla volta per evitare grumi e mescolo fino a quando non ho utilizzato tutta l'acqua quindi aggiungo l'aceto.... FATTO!!!
Utilizzo il composto massaggiando il cuoio capelluto fino a quando tutta la capigliatura non ne è impregnata, poi sciacquo abbondantemente. I capelli sono morbidi, lucidi e puliti. Lo shampoo avanzato lo ripongo nel flacone poi in frigorifero per essere usato nel giro di 10 giorni, dopo averlo energicamente shakerato
In dispensa però troviamo molti altri elementi principe per capelli: il tuorlo d'uovo, il limone, il miele e l'olio di semi di girasole...E se vogliamo esagerare, si potrebbe comperare un flacone di olio si semi di lino o di germe di grano. Queste sostanze hanno tutte la particolare attitudine di risolvere problemi: il tuorlo d'uovo è un rivitalizzante che nutre e lucida i CAPELLI SFIBRATI O SECCHI e per minimizzare il problema odore, si può provare a sciacquare i capelli con acqua e aceto (che è anche lucidante) . Lo stesso vale per gli oli con i quali massaggiare solo le punte prima dello shampoo.
Il miele è perfetto per CAPELLI TINTI E TRATTATI: tre cucchiai di miele mescolati a uno di acqua diventano una sorta di crema che va distribuita sulla capigliatura. L'impacco va lasciato almeno un’ora prima di sciacquare e lavare la chioma. Il miele a differenza dell’uovo ha un aroma buonissimo.
Il limone è adatto a chi ha CAPELLI GRASSI in quanto tende a seccare e lucidare i capelli spenti, usandolo nell’ultimo risciacquo diluito in acqua. CAPELLI BIONDI: Il limone, come la camomilla, tende anche a schiarire, via libera quindi alle bionde, senza esagerare comunque perché secca troppo. Per i CAPELLI SCURI invece, in autunno, si fanno bollire le castagne e l'acqua ottenuta, versata sui capelli subito dopo lo shampoo, ravviva i riflessi. Utile anche contro la forfora.
Qualcuno ha qualche rimedio da suggerire?
sabato 5 ottobre 2013
I POMODORI VERDI
In autunno i pomodori non riescono a maturare , questo non significa che bisogna buttarli, anzi metterli sott'olio sono una bontà, vediamo uno dei tanti modi per farlo
lavare i pomodori e tagliarli a fette spesse cieca 5 mm ( se di grosso calibro, se piccoli tipo ciliegino o alti, tagliarli solo a metà) metterli a strati in una scola pasta e spolverare con sale grasso , e così via
lasciarli riposare per 12 / 24 ore. passato questo periodo, passateli velocemente sotto l'acqua.
mettete in una pentola l'aceto bianco ( la quantità dipende da quanti pomodori fate) portate ad ebollizione immergete pochi pomodori per volta per circa uno due minuti levateli con una schiumarola e stendeteli su un canevaccio pulito ad asciugare per cieca due tre ore.
stendete i pomodori nei vasi (lavati e sterilizzati) a strati e su ogni strato aggiungete aglio intero, grani interi di pepe nero , spolverare con origano, riempite i vasi con olio extra vergine di oliva, non riempite fino troppo lasciate 2 centimetri di vuoto, avendo cura di far uscire tutta l'aria, ( picchiettando il vaso) chiudete
metterli in acqua e farteli bollire per 30 minuti, spegnete il fuoco e senza estrarli lasciateli raffreddare per creare il sottovuoto. lasciate passare almeno trenta giorni prima di mangiarli
ECCOLI
lavare i pomodori e tagliarli a fette spesse cieca 5 mm ( se di grosso calibro, se piccoli tipo ciliegino o alti, tagliarli solo a metà) metterli a strati in una scola pasta e spolverare con sale grasso , e così via
lasciarli riposare per 12 / 24 ore. passato questo periodo, passateli velocemente sotto l'acqua.
mettete in una pentola l'aceto bianco ( la quantità dipende da quanti pomodori fate) portate ad ebollizione immergete pochi pomodori per volta per circa uno due minuti levateli con una schiumarola e stendeteli su un canevaccio pulito ad asciugare per cieca due tre ore.
stendete i pomodori nei vasi (lavati e sterilizzati) a strati e su ogni strato aggiungete aglio intero, grani interi di pepe nero , spolverare con origano, riempite i vasi con olio extra vergine di oliva, non riempite fino troppo lasciate 2 centimetri di vuoto, avendo cura di far uscire tutta l'aria, ( picchiettando il vaso) chiudete
metterli in acqua e farteli bollire per 30 minuti, spegnete il fuoco e senza estrarli lasciateli raffreddare per creare il sottovuoto. lasciate passare almeno trenta giorni prima di mangiarli
ECCOLI
PERIODO DI FICHI...PROVIAMO A CONSERVARLI
Il mio fico, produce dei fichi piccoli ma dolcissimi,e non si aprono con la maturazione, ottimi per essiccarli.
laviamo i fichi, tagliamoli a metà senza sbucciarli, togliamo solo il gambo, stendiamoli e lasciamoli asciugare al sole per alcune ore, inseriamo nel centro la nocciola o la noce, mettiamoli a strati nel vaso( precedentemente lavato e sterilizzato) e su ogni strato spolveriamo con zucchero, alcune fettine sottili di scorza di limone (ovviamente non trattato) un po' di succo dei limoni e del brandy e così via fino a riempire il vaso, chiudete e fate bollire il vaso per 30 minuti poi spegnere e lasciare raffreddare per creare il sotto vuoto , lasciare riposare una trentina di giorni, accompagnando gelato, torte altro o da soli
questo il risulto
laviamo i fichi, tagliamoli a metà senza sbucciarli, togliamo solo il gambo, stendiamoli e lasciamoli asciugare al sole per alcune ore, inseriamo nel centro la nocciola o la noce, mettiamoli a strati nel vaso( precedentemente lavato e sterilizzato) e su ogni strato spolveriamo con zucchero, alcune fettine sottili di scorza di limone (ovviamente non trattato) un po' di succo dei limoni e del brandy e così via fino a riempire il vaso, chiudete e fate bollire il vaso per 30 minuti poi spegnere e lasciare raffreddare per creare il sotto vuoto , lasciare riposare una trentina di giorni, accompagnando gelato, torte altro o da soli
questo il risulto
venerdì 20 settembre 2013
Un ingrediente, 10 minuti, zero fatica e il burro e' fatto!
Un mini mini post per chi non riesce a fare a meno (ogni tanto) del burro... Serve mezzo litro di panna freschissima che, ohimè, si deve acquistare. La si deve raffreddare tenendola per quindici minuti in freezer insieme al contenitore e alle fruste e immediatamente montare sino a quando si separerà la materia grassa dal latticello. Si dovrà colare bene e sciacquare in acqua fresca corrente il burro ottenuto, tenendolo in un canovaccio pulitissimo che servirà per strizzarlo. Si riporrà in un contenitore (perfetto di vetro o ceramica) richiudibile e si gusterà in piccole dosi possibilmente crudo.
Dal mezzo litro di panna si otterranno circa 200 cc di ottimo burro e il rimanente sarà latticello che potrà essere usato al posto del latte. Insomma...ci si mette meno a fare che a spiegare...
Dal mezzo litro di panna si otterranno circa 200 cc di ottimo burro e il rimanente sarà latticello che potrà essere usato al posto del latte. Insomma...ci si mette meno a fare che a spiegare...
lunedì 19 agosto 2013
Oggi si fa l'aceto diVINO bianco!
L'aceto... Non mi piace nell'insalata e non avevo l'abitudine di utilizzarlo ne' come conservante ne' come prodotto per la pulizia, ma da qualche tempo mi sono ritrovata a comperarlo spesso... Faccio conserve e pulisco casa, mi piace utilizzare un carpione leggero e delicato per moltissimi cibi avanzati e non, i miei panni diventano morbidi e i colori brillanti da quando uso l'aceto come ammorbidente...insomma, le abitudini sono cambiate e mi serve l'aceto! Negli anni scorsi ne ho usato così poco che ho trovato una vecchia bottiglia di aceto (ma vecchia vecchia!!!) con al suo interno una sostanza gelatinosa ma compatta: LA MADRE!!! Inoltre mio cognato, non mi ricordo neanche più quando, ci regalò un'acetiera: una sorta di damigiana in vetro inclinata con grosso collo tappato e piccolo erogatore alla base, per spillare le quantità d'aceto necessario senza disturbare la madre! Detto fatto:
METODO SLOW PER FARE L'ACETO CON LA PAZIENZA
Sterilizzato acetiera, posta in zona tranquilla della casa ma con temperatura non propriamente fredda ( perfetta l'estate per attivare il processo di acidificazione) messo nel suo interno aceto e madre datati, aggiungo ogni volta che avanzo del vino bianco artigianale (sarebbe davvero il caso non pastorizzato, biologico o addirittura biodinamico) e aspetto che il tempo lo trasformi in ottimo aceto che, vista la quantità risicata di vino con le caratteristiche suddette, uso esclusivamente per scopi alimentari. Potete anche fare a meno dell'acetiera, utilizzando un grosso vaso di coccio o vetro o legno (assolutamente no plastica o metallo) tappato con uno strato spesso di stoffa ben legato al collo del recipiente. Il vino dopo una lenta trasformazione, un mese, due, senza fretta, nel caldo estivo, diventerà ottimo aceto bianco e per sapere quando sarà pronto bisognerà assaggiare, senza disturbare, con calma, con un cucchiaio di legno...e, una volta pronto potreste prelevarlo con una tazza di coccio, sempre con discrezione e attenzione...e potrete rabboccarlo di tanto in tanto con un nuovo, ottimo vino bianco avanzato da qualche cena in compagnia di amici veri...
Ma esiste un metodo molto veloce e semplice per ottenere aceto bianco, sempre di qualità, ma che utilizzo più per le pulizie che per la cucina, questo:
METODO EASY PER FARE L'ACETO CON GLI SPAGHETTI
Sterilizzo con il metodo della bollitura una bottiglia tassativamente di vetro. A raffreddamento avvenuto imbottiglio del vino bianco di qualità se utilizzerete l'aceto per scopi alimentari, anche commerciale se lo utilizzerete per le pulizie di casa. Il vino va tenuto basso, lasciare che la superficie del liquido sia ancora nella parte larga della bottiglia al limitare del collo. Inserire 3/4 spaghetti di grano duro e tappare con tanta garza pressata o straccetti puliti bene in modo che il contenuto respiri ma non entri sporco e polvere. Riporre la bottiglia in luogo tranquillo e tiepido, attendere almeno un mese prima di verificare, cercando di non agitare né muovere, con il manico di un cucchiaio di legno se la trasformazione è avvenuta (lo so, non è gradevolissimo assaggiare aceto, ma basta un plic!)
Dopodiché o attendere ancora anche un mese o usare! Se si versa senza fretta e con garbo non serve filtrare, altrimenti rischiate di utilizzare anche la madre che nel frattempo si sarà formata!
METODO SLOW PER FARE L'ACETO CON LA PAZIENZA
Sterilizzato acetiera, posta in zona tranquilla della casa ma con temperatura non propriamente fredda ( perfetta l'estate per attivare il processo di acidificazione) messo nel suo interno aceto e madre datati, aggiungo ogni volta che avanzo del vino bianco artigianale (sarebbe davvero il caso non pastorizzato, biologico o addirittura biodinamico) e aspetto che il tempo lo trasformi in ottimo aceto che, vista la quantità risicata di vino con le caratteristiche suddette, uso esclusivamente per scopi alimentari. Potete anche fare a meno dell'acetiera, utilizzando un grosso vaso di coccio o vetro o legno (assolutamente no plastica o metallo) tappato con uno strato spesso di stoffa ben legato al collo del recipiente. Il vino dopo una lenta trasformazione, un mese, due, senza fretta, nel caldo estivo, diventerà ottimo aceto bianco e per sapere quando sarà pronto bisognerà assaggiare, senza disturbare, con calma, con un cucchiaio di legno...e, una volta pronto potreste prelevarlo con una tazza di coccio, sempre con discrezione e attenzione...e potrete rabboccarlo di tanto in tanto con un nuovo, ottimo vino bianco avanzato da qualche cena in compagnia di amici veri...
Ma esiste un metodo molto veloce e semplice per ottenere aceto bianco, sempre di qualità, ma che utilizzo più per le pulizie che per la cucina, questo:
METODO EASY PER FARE L'ACETO CON GLI SPAGHETTI
Sterilizzo con il metodo della bollitura una bottiglia tassativamente di vetro. A raffreddamento avvenuto imbottiglio del vino bianco di qualità se utilizzerete l'aceto per scopi alimentari, anche commerciale se lo utilizzerete per le pulizie di casa. Il vino va tenuto basso, lasciare che la superficie del liquido sia ancora nella parte larga della bottiglia al limitare del collo. Inserire 3/4 spaghetti di grano duro e tappare con tanta garza pressata o straccetti puliti bene in modo che il contenuto respiri ma non entri sporco e polvere. Riporre la bottiglia in luogo tranquillo e tiepido, attendere almeno un mese prima di verificare, cercando di non agitare né muovere, con il manico di un cucchiaio di legno se la trasformazione è avvenuta (lo so, non è gradevolissimo assaggiare aceto, ma basta un plic!)
Dopodiché o attendere ancora anche un mese o usare! Se si versa senza fretta e con garbo non serve filtrare, altrimenti rischiate di utilizzare anche la madre che nel frattempo si sarà formata!
domenica 18 agosto 2013
Facilissime e collaudate ricettine per detersivi fai da te!
NESSUNO DI QUESTI PREPARATI VA MESCOLATO CON PRODOTTI CHIMICI!!!
Ecco di seguito le ricette semplicissime per ottenere:-SGRASSATORE SPRAY (adatto ad un uso frequentissimo sui piani cucina, non corrode né opacizza)
Cosa serve:
45 gr bicarbonato di sodio (un cucchiaio)
500 ml d'acqua
uno spruzzatore di quelli riciclati
Come si fa:
Nello spruzzatore mescolare agitando bene bene sino a scioglimento totale del bicarbonato. Se non dovesse scioglierai, le dosi sono eccessive e vanno ridotte perché intasa lo spruzzino...
-PULITORE IGIENIZZANTE (bagno e cucina, no ottone, rame e smalti)
Cosa serve:
aceto bianco puro (autoprodotto o no)
una spugnetta autoprodotta
-ANTICALCARE UNIVERSALE
Cosa serve:
aceto bianco puro in cui immergere oggetti incrostati, lasciato agire mezz'ora e risciacquato bene o spruzzato direttamente sulla superficie da pulire, lasciar agire e risciacquare
-AMMORBIDENTE LAVATRICE
Cosa serve:
aceto bianco puro nella vaschetta dell'ammorbidente (100 ml)
-BRILLANTANTE LAVASTOVIGLIE
Cosa serve:
aceto bianco puro nel vano porta brillantante selezionando la quantità massima di rilascio ad ogni lavaggio.
-DETERSIVO LAVASTOVIGLIE (ma anche a mano...)
Ingredienti:
3 limoni
200 gr sale fino
400 gr acqua
200 ml aceto bianco
Come si fa:
Lavare bene e tagliare i limoni in 4 pezzi per estrarre tutti i semi. Mettere i limoni con buccia ma senza semi e il sale nel frullatore e frullare sino a che la poltiglia diventi una crema fine (ci vorrebbe un frullatore potente per ottenere una crema senza nessun piccolo residuo di limone che potrebbe intasare la lavastoviglie) In una grande pentola non d'alluminio, meglio d'acciaio, mettere l'acqua, l'aceto e il composto di sale e limoni, portare lentamente ad ebollizione e cuocere mescolando ogni tanto per evitare che s'attacchi per circa 20 minuti. Il composto ottenuto va invasato e utilizzato come un normale detersivo, mettendone due cucchiai nella vaschetta per ottenere stoviglie pulite e profumate. Può essere mescolato al detersivo universale in proporzione 1:1 per lavare piatti particolarmente unti.
-DETERSIVO UNIVERSALE IN GEL
Ingredienti:
250 gr sapone di Marsiglia vegetale di ottima qualità, autoprodotto è sempre meglio
2 litri acqua
Come si fa:
le proporzioni per fondere il Marsiglia sono una di sapone su otto di acqua (es. 250gr di Marsiglia su 2 litri d'acqua) va tagliato in piccoli pezzi o grattugiato, messo con l'acqua in una grande pentola e lasciato in ammollo almeno per una notte, meglio un giorno intero, quindi va posto su fuoco basso e mescolando, va portato a bollore. Raggiunto il punto di ebollizione, va immediatamente spento il fuoco (sennò il sapone si gonfia e scappa)
Continuare a mescolare sino a che tutti i frammenti saranno sciolti, quindi mettete il coperchio e lasciate raffreddare lentamente avvolgendo la pentola in una coperta e, se possibile, mettere in forno dove il raffreddamento sarà ancora più graduale. Il gel così ottenuto può essere conservato in un flacone di riciclo, quelli con tappo dosatore sono perfetti, ma va bene anche una bottiglia di plastica, non va tenuto al freddo, altrimenti si rovina e se dovesse ritornare solido, cambiate marca di sapone perché solo quello di qualità, una volta sciolto rimane tale.
Avrete così autoPRODOTTO un gel adatto a tutti gli usi (piatti a mano, bucato a mano e in lavatrice, detersivo pavimenti ovviamente diluendolo molto con acqua) e se vi piacessero le profumazioni potete aggiungere direttamente nei contenitori scelti, che avrete precedentemente ben pulito e sciacquato, poche gocce di olio essenziale (...e solo oli essenziali) scegliendo le essenze più adatte all'uso che farete...ad esempio lavanda per il bucato, rosmarino o salvia per i piatti, eucalipto o menta per i pavimenti, vedete voi, sono tante e buonissime, hanno ognuna un'indicazione diversa...antisettica, rinvigorente, deodorante ecc..costano care ma un flaconcino dura moltissimo...
A raffreddamento avvenuto invasare, agitare, finito!
La mia orticaria e il detersivo fai da te
Ho sempre avuto un po' di orticaria durante la frequentazione dei supermercati, soprattutto quando rientravo in casa e aprivo confezioni e lattine e bottiglie e astucci e sacchetti e scatoline e scatolone e tubetti... tutti ammennicoli che una volta pagati e usciti dal supermercato si trasformano immediatamente in immondizia da dividere, stoccare, buttare e riciclare a prezzi decisamente alti per me (che comunque già l'ho pagata) per l'ambiente (che la deve "riassorbire") e per le generazioni future ( che saranno costrette a convivere con la "rumenta" che gli stiamo lasciando in eredità ... )
Ho cercato tutti quegli articoli "bio" con confezioni a basso impatto ambientale, ma dovevo girare come una forsennata da un supermercato all'altro per riuscire a fare una spesa non eccessivamente costosa al momento dell'acquisto, ma sicuramente dispendiosa in termini di tempo e spostamenti.
Ho cercato quei negozi " leggeri" che vendono praticamente tutto bio e sfuso, ma a caro prezzo...
Non c'è storia: se si vuole risparmiare, non inquinare e utilizzare prodotti sanissimi, eccellenti, freschissimi, bisogna riappropriarsi del nostro tempo (che ormai sembra essere diventato un lusso per pochi) e fare da se' !!!
Presa e convinta da queste ipotesi, mi sono allargata e ho iniziato a pensare di autoprodurre anche quello che abitualmente mi ritrovavo ad acquistare, e cioè' detersivi e cosmetici.
Ed è stata una vera e propria folgorazione... Quello che faccio mi soddisfa esageratamente di più di tutto quello che acquisto! Ogni tanto, quando mi servono, mi dedico alla produzione di detersivi e cosmetici, uso meno tempo e moooolto meno denaro di quello che utilizzerei per fare la spesa e, inoltre, mi diverto un sacco nello sperimentare e fare intrugli profumati, non mi viene più l'orticaria in tutti i sensi, risparmio tantissimo, tutti i miei prodotti sono STRA-bio e in fine ma assolutamente di primaria importanza: NON PRODUCO PRATICAMENTE PIU' IMMONDIZIA!!!!
Una premessa - esistono pochi, economici, naturali e indispensabili prodotti che si devono acquistare :((( o autoprodurre :))) e che già da soli sostituiscono egregiamente molti preparati tossico-chimico-dannoso-schifido-inquino-deturpo-avveleno-costo e sono:
-ACETO BIANCO: è il più efficace prodotto per la pulizia domestica che si possa acquistare o meglio, autoprodurre! Svolge azione anti calcare, ammorbidente, brillantante e rimuove lo sporco, ovviamente si usa il più economico che si riesce a reperire in zona, tenendolo separato da quello da tavola, magari fatto in casa. Avendo potere anticalcare, in quanto fortemente acido, non va usato su ottone, rame e smalti, ma si può usare sul marmo senza lasciargli troppo tempo per agire.
USO: direttamente sulla spugnetta abrasiva (clicca qui per vedere come farla da te!) per pulire piastrelle, lavelli, rubinetterie, cappe e piani cottura in acciaio...nella lavastoviglie al posto del brillantante così come nella lavatrice al posto dell'ammorbidente ( non mescolare mai i prodotti chimici con nessuno dei nostri detersivi fai da te)...durante la sterilizzazione dei barattoli per conserve, aggiungere 2 cucchiai di aceto nell'acqua in cui bollono i contenitori vuoti per eliminare la patina di calcare che si forma...se il soffione doccia fosse incrostato immergerlo in una scodella colma di aceto e lasciatecelo almeno mezz'ora per riaver lo brillante e pulito e...chi più ne ha più ne metta!
-BICARBONATO DI SODIO: altro must di casa, si deve acquistare, ma vale la pena: è igienizzante, ha una blanda azione abrasiva, assorbe gli odori, ha moltissimi impieghi sia in cucina, che come cosmetico, che come detersivo fai da te e i consigli di utilizzo sono sulla confezione stessa ( in cartone facilmente smaltibile)
USO: versato sullo scopìno del bagno pulisce, deodora e igienizza...in un bicchierino posto nel frigorifero toglie gli odori... Un cucchiaio sciolto in 500 ml d'acqua tenuto in uno spruzzatore riciclato è uno sgrassatore per uso frequente su tutti i piani della cucina, non corrosivo ma proprio per questo non opacizza smalti, laminati e piani di marmo...cosparso sui tappeti ne assorbe lo sporco e una volta aspirato i colori saranno più vividi...strofinato su macchie di frutta appena fatte, lasciato assorbire e poi tolto con poca acqua agisce come smacchiatore...e tutto quello che non riesce a far bene il bicarbonato lo fa l'aceto ( sempre dopo averne ben tolto e sciacquato i residui, in quanto il bicarbonato è basico, l'aceto è acido, chimicamente opposti si neutralizzano a vicenda)
-LIMONE: ha azione pulente, sbiancante e igienizzante. Simile all'aceto, a lui viene preferito nei preparati cosmetici. È uno dei componenti fondamentali del detersivo per lavastoviglie fai da te, clicca qui per andare alla ricetta
-SALE: parente del bicarbonato, ha caratteristiche piu o meno simili e può essere mescolato all'aceto, poiché chimicamente neutro, per il suo potere abrasivo. È un altro componente del detersivo per lavastoviglie fai da te, clicca qui per andare alla ricetta
-SAPONE DI MARSIGLIA: cercare solo quello naturale e vegetale...costa di più rispetto a quello di scarsa qualità ma non ci sono paragoni, inoltre si può facilmente autoprodurre con gli ingredienti che scegliete voi (posterò come si fa)
USO: detergente per antonomasia, se fuso può essere usato come detersivo liquido per cucina, bucato, piatti, pavimenti, igiene personale ecc...ecc... Clicca qui per andare alla ricetta
Già con questi pochi ed economici prodotti si può pulire quasi tutto ma posterò a breve le ricette più usate e cliccate in rete per autoprodurre efficaci detersivi per stoviglie, bucato, pavimenti, ecc...ecc...e a seguire aggiungerò ricette efficaci per benessere e bellezza
sabato 15 giugno 2013
Che sete!
Fermo restando che la cosa migliore per dissetare rimane sempre e comunque l'acqua, a volte si vorrebbe trangugiare qualcosa di particolarmente fresco ed estivo...magari ci siamo abituati a bere bibite di dubbia natura e vorremmo sostituirle con i nostri fantastici autoPRODOTTI...
Ecco dei suggerimenti, ma la fantasia e l'inventiva certamente non mancano...
Per fare lo sciroppo base per l'aranciata servono: le bucce di 8 arance, succo e polpa di 4 limoni, un chilo di zucchero, 1 litro d'acqua
Versare l'acqua bollente sulle bucce d'arancia e lasciare in infusione 1 giorno. Filtrare, togliere le bucce e frullarle. Portare di nuovo all'ebollizione l'acqua dell'infuso, aggiungere le bucce frullate e aspettare un'altro giorno. Scolare, filtrare, aggiungere il limone e lo zucchero e bollire per l'ultima volta. Lo sciroppo che si ottiene lo si usa diluito a piacere con acqua fresca o ghiaccia, dipende dai gusti, e si conserva in bottiglie o contenitori sterilizzati che, una volta aperti, vanno tenuti in frigorifero.
Ecco dei suggerimenti, ma la fantasia e l'inventiva certamente non mancano...
Per fare lo sciroppo base per l'aranciata servono: le bucce di 8 arance, succo e polpa di 4 limoni, un chilo di zucchero, 1 litro d'acqua
Versare l'acqua bollente sulle bucce d'arancia e lasciare in infusione 1 giorno. Filtrare, togliere le bucce e frullarle. Portare di nuovo all'ebollizione l'acqua dell'infuso, aggiungere le bucce frullate e aspettare un'altro giorno. Scolare, filtrare, aggiungere il limone e lo zucchero e bollire per l'ultima volta. Lo sciroppo che si ottiene lo si usa diluito a piacere con acqua fresca o ghiaccia, dipende dai gusti, e si conserva in bottiglie o contenitori sterilizzati che, una volta aperti, vanno tenuti in frigorifero.
Per ottenere lo sciroppo base per la limonata, il procedimento è identico al precedente, sostituire solo alle bucce d'arancia pari quantità di bucce di limone.
Per ottenere lo sciroppo alla menta servono:
1 kg. di zucchero
1 l. di acqua
100 gr. di foglie di menta
la buccia grattugiata di un limone
Frullate le foglie di menta con metà dello zucchero. Sciogliete il restante zucchero nell'acqua e mettete sul fuoco; quando la soluzione avrà raggiunto il bollore spegnete il fuoco e aggiungete il composto di menta e zucchero e la scorza del limone. Fate raffreddare e lasciar riposare coperto per una notte in frigorifero, dopodiché filtrare con un colino a maglia strettissima e imbottigliare in contenitori sterilizzati. E poi si va di latte e menta freddo o caldo... se invece volete una bibita super cool mettete nel mortaio qualche fogliolina di piperita, un cucchiaio di zucchero di canna, la buccia a fettine sottili di 1/4 di limone non trattato e pestate sino a farne una poltiglia grossolana. Aggiungetela in una brocca all'acqua fredda, al ghiaccio e allo sciroppo alla menta (dose a piacere) Avrete così ottenuto la bibita "menta glaciale"...
Se invece l'aggiungete all'infusione di tè ben raffreddato, otterrete una bibita verde dissetante e piacevolissima.
P.S. la poltiglia di foglioline di menta può essere aggiunta a tutte le bibite, dà un tocco ancora più fresco alle mie ricette...
Se invece l'aggiungete all'infusione di tè ben raffreddato, otterrete una bibita verde dissetante e piacevolissima.
P.S. la poltiglia di foglioline di menta può essere aggiunta a tutte le bibite, dà un tocco ancora più fresco alle mie ricette...
Ma come è facile fare l'aceto di mele!
Un consiglio: quando mangiate mele, magari quelle dell'albero che conoscete o almeno di provenienza certa, non buttate bucce, torsoli e pezzettini, mettete il tutto in un sacchetto e congelate! Quando il peso totale avrà raggiunto i 2 chili varrebbe la pena di provare ad autopourre l'aceto di mele, delicato e valido sostituto dell'aceto di vino, e a noi piace troppo non produrre rifiuti bensì qualcosa di eccellente! E farlo è semplicissimo...
Come abbiamo detto, ci servono due chili di pezzetti, bucce e torsoli di mele (non serve scongelare) un recipiente largo di vetro con coperchio (anche di plastica ma a noi piace poco, comunque NON di metallo che si potrebbe corrodere a contatto della soluzione acida) e acqua fredda quanto basta per coprire i pezzi di mela.
Chiudere il recipiente con il coperchio e dimenticarselo per un po': dovrà riposare in un ambiente che possa conciliare il sonno quindi non luminoso e con una temperatura di più o meno 25° C, questo significa che la stagione ideale per preparare l'aceto di mele è l'estate. Dopo qualche giorno, sulla superficie del liquido si formerà una schiumetta che si dovrà togliere.. Aspettare sino a quando l'aceto non emanerà il proprio caratteristico profumo, quindi filtrare e usare!
mercoledì 12 giugno 2013
Facciamo lo yogurt!
In estate tutta la famiglia tende a consumare alimenti freschi, magari non salati, la frutta va alla grande, soprattutto nelle ore più calde della giornata... Allora perché non accompagnarla allo yogurt? Magari uno yogurt senza additivi, senza bifidus actiregularis (anche perché non riesco a trovare prove certe della sua esistenza) senza zucchero ma super naturale e ricco di fermenti lattici vivacissimi che tra le molte cose che combinano, digeriscono al posto tuo il lattosio, per cui nessun problema anche se sei intollerante al latte! Magari scegliendo il latte intero crudo, quello che trovi nei distributori di latte fresco non pastorizzato, clicca qui per sapere dov'è il più vicino a casa tua. Non serve la yogurtiera, non servono ore di lavoro, non servono fermenti comprati in farmacia, ma solo un litro di latte freschissimo, intero, crudo e un vasetto piccolo di yogurt intero, punto!
Lo yogurt deve essere naturale (senza zucchero né frutta) e soprattutto va scelto con scadenza il più lontana possibile, bene se lontana un mese per aver fermenti pipicchi, e fai qualche esperimento: troverai quello che produrrà lo yogurt più buono per i tuoi gusti (io ho il mio preferito, è meglio che tu scopra qual'è il tuo) a quel punto ricorda di tenerne da parte due cucchiaiate abbondanti per produrre il tuo personalissimo yogurt naturale, senza più doverne comperare!
Vediamo adesso le poche e semplici regole per fare lo yogurt:
Ed ora cominciamo con la preparazione:
Lo yogurt deve essere naturale (senza zucchero né frutta) e soprattutto va scelto con scadenza il più lontana possibile, bene se lontana un mese per aver fermenti pipicchi, e fai qualche esperimento: troverai quello che produrrà lo yogurt più buono per i tuoi gusti (io ho il mio preferito, è meglio che tu scopra qual'è il tuo) a quel punto ricorda di tenerne da parte due cucchiaiate abbondanti per produrre il tuo personalissimo yogurt naturale, senza più doverne comperare!
Vediamo adesso le poche e semplici regole per fare lo yogurt:
- Ti serviranno una pentola a bordo alto d'acciaio ovviamente pulitissima, due contenitori da mezzo litro in vetro con relativi coperchi a vite (io ho riciclato quelli degli yogurt bio previa sterilizzazione) una copertina di pile e il forno, che durante la preparazione dello yogurt non potrà essere usato per minimo 6 ore massimo 12.
Ed ora cominciamo con la preparazione:
- Portiamo il litro di latte lentamente (a fuoco dolce) all'ebollizione, sino a quando la panna non inizierà a salire verso il bordo della pentola, quindi si spegne il fuoco e con un mestolo si cerca di togliere tutta la panna.
- Cerchiamo di velocizzare il più possibile i tempi di raffreddamento portando la pentola nel lavello con acqua e ghiaccio, la copriamo per evitare eventuali contaminazioni.
- Nel frattempo accendiamo solo la luce del forno ed attendiamo che la temperatura del latte scenda sino ai 38 gradi...cosa facile se si possiede un termometro da cucina, un po' meno semplice se si dovesse fare ad occhio. Io, che non ho il termometro mi regolo così: appoggio le mani sul fondo della pentola e non devo assolutamente percepire calore ma solo tepore tendente al tiepidino, insomma, meglio raffreddato troppo che ancora caldo.
- A questo punto si mette un cucchiaio bello colmo di yogurt in ogni vasetto e si mescolano in ognuno 2/3 cucchiai di latte bollito e filtrato, fino a sciogliere completamente ogni grumo, quindi, lentamente si aggiunge tutto il latte sempre i mescolando.
- Si chiudono i vasetti con i loro tappi e, per mantenere la giusta temperatura, è ora di utilizzare la copertina avvolgendoli e portandoli nel forno appena tiepido, dove dovranno rimanere senza essere mai mossi, almeno 6 ore.
- Trascorso il tempo minimo, provare a scostare il pile, muovete quasi impercettibilmente un vasetto e osservate la consistenza dello yogurt. Se fosse ancora troppo liquido lasciate i vasetti nel forno anche fino a 12 ore, poi inseriteli immediatamente nel frigorifero, a 4* dove lo yogurt completerà il rassodamento separandosi dal siero, che andrà buttato. Lo yogurt, invece andrà pappato nel giro di due settimane tranne la piccola parte che ti servirà a rifarlo...
martedì 11 giugno 2013
Minipost del FAI DA TE: accessori per la pulizia
Uno di quegli articoli che compariva spesso nella lista della spesa, era il rotolone di carta casa!!! Non riuscivo a farne a meno, in cucina e durante le pulizie era un must... Ero una rotolone-dipendente... Così come non potevo fare a meno di spugnettine, spugnette, spugnettone per lavare in cucina piatti, pentole, piano cottura, lavello... Ne usavo in quantità industriale anche per le pulizie "umide" in tutto il resto della casa, insomma un trionfo dell'abuso di carta e plastica e del rifiuto a breve termine...
Ora, dopo aver fatto questo outing, posso dire di essere rinsavita: non compro più accessori casa in carta o in plastica perché tutti possono essere sostituiti tranquillamente dai cari, vecchi, ecologici stracci, straccini e straccetti. Qui di seguito un elenco di materiale da riciclare con diverse "abilità":
Per far durare a lungo questi stracci ed impedirne lo sfilacciamento si potrebbe fare un bordo a zigzag, ma non è proprio indispensabile.
Tutti questi egregi sostituti di carta e plastica vanno separati e dedicati alle varie pulizie di zone diverse della casa, quelli per il bagno, per la cucina, per spolverare, per i vetri eccetera e vanno comunque utilizzati puliti: durante il bucato non occupano spazio, non hanno nessuna esigenza di lavaggio, non vanno stirati una volta asciutti.
Ora, dopo aver fatto questo outing, posso dire di essere rinsavita: non compro più accessori casa in carta o in plastica perché tutti possono essere sostituiti tranquillamente dai cari, vecchi, ecologici stracci, straccini e straccetti. Qui di seguito un elenco di materiale da riciclare con diverse "abilità":
- Ovviamente al primo posto le vecchie lenzuola di cotone lise! Basta stracciarle in tanti comodi pezzi e saranno perfette per spolverare.
- Tutto quello che si scarta di puro lino, va utilizzato per pulire i vetri: non lascia aloni né pelucchi.
- Le spugne ormai sciupate diventano straccetti perfetti da usare con l'acqua in cucina e in bagno.
Per far durare a lungo questi stracci ed impedirne lo sfilacciamento si potrebbe fare un bordo a zigzag, ma non è proprio indispensabile.
- Calze e calzini di lana li indosso come guanti per spolverare e lucidare i mobili di legno mentre i vecchi maglioni smessi sono panni per pavimenti delicati (le maniche sono perfette per fissarli allo spazzolone, un bel nodo e via!!!)
- I collant bucati vivono una seconda vita come stracci leggermente abrasivi, da usare per pulire i sanitari.
- Gli spazzolini da denti vecchi e da buttare vanno benissimo per la pulizia della rubinetteria di bagno e cucina.
- Se non foste ancora provetti Ortolani, vi potrebbe capitare di comprare cipolle, patate, agrumi e magari l'aglio...bene... con le retine che li contengono potete confezionare una spugnetta abrasiva: il retino tubolare che contiene scalogno o aglio farà da contenitore di tanti altri retini di misure varie, sino a comprimerli e a farne un salsicciotto. Annodate le due estremità del tubolare e la paglietta abrasiva è pronta.
Tutti questi egregi sostituti di carta e plastica vanno separati e dedicati alle varie pulizie di zone diverse della casa, quelli per il bagno, per la cucina, per spolverare, per i vetri eccetera e vanno comunque utilizzati puliti: durante il bucato non occupano spazio, non hanno nessuna esigenza di lavaggio, non vanno stirati una volta asciutti.
mercoledì 15 maggio 2013
La mia ricetta per fare un buon pane
Proprio ieri finalmente, dopo due mesi di ciofeche, dal mio forno è uscito un buon pane! Quindi oggi posto come ho fatto.
Prima di tutto calcola che ci vorranno circa 24 ore da quando inizierai a impostare il lavoro a quando potrai gustare la prima fetta del TUO pane: i tempi di lievitazione possono comunque variare a seconda delle stagioni. Io, utilizzando parte della lievitazione in frigo, posso approssimare:
Prima di tutto calcola che ci vorranno circa 24 ore da quando inizierai a impostare il lavoro a quando potrai gustare la prima fetta del TUO pane: i tempi di lievitazione possono comunque variare a seconda delle stagioni. Io, utilizzando parte della lievitazione in frigo, posso approssimare:
- circa 8 ore per riattivare la pasta madre ( tempi che possono variare decisamente a seconda della vitalità del lievito, che si considera pronto quando, dopo tre ore dal rinfresco, triplica il suo volume)
- mezz'ora circa per fare l'impasto (poco più se lo faccio a mano, poco meno se uso l'impastatrice
- almeno 6 ore in frigorifero per la prima lievitazione (tempi che possono essere aumentati all'occorrenza)
- 5 minuti per dare la forma al pane
- ulteriori 3/4 ore per la seconda lievitazione
- 5 minuti per infornare
- 1 ora per cuocere... In pratica tutta la giornata, ma assolutamente fattibile anche per chi lavora poiché l'impegno vero e proprio, impastando a mano ed escludendo i tempi di lievitazione e cottura, non va oltre la mezz'ora!
340 ml di acqua (dopo averla fatta riposare un'oretta in brocca così il cloro se ne va...)
300 gr di farina 00
350 gr di farina Manitoba
50 gr di LIEVITO MADRE
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
Ed ora ti spiego come ho fatto: ho preso dal frigorifero 50 gr del mio lievito madre e l'ho rinfrescato con 50 gr della farina Manitoba e 40 gr d'acqua la sera precedente alla panificazione; è rimasto a divertirsi fuori dal frigorifero per tutta la notte e la mattina successiva era più che triplicato (a me è servito un solo rinfresco in quanto è un lievitino bello pipicchio e frizzantello, e questo dipende sempre dalla vitalità dei batteri, insomma potresti dover aggiungere ulteriori grammi di farina e acqua sempre nella proporzione 50-50-40 anche più di una volta)
Quindi l'ho versato nella ciotola dell'impastatrice con i 300 gr d'acqua e i 5 gr di lievito di birra. Usando il gancio K si e' velocemente sciolto, quindi ho aggiunto lo zucchero e miscelato un terzo circa di farina 00 e un terzo di Manitoba. Tempo: 10 minuti
Ho poi cambiato il gancio ed iniziato ad impastare aggiungendo ancora le due farine ( sempre un terzo di entrambe) Tempo: 5 minuti
A questo punto è ora di aggiungere il sale, mescolare e con calma, terminare le farine. Tempo: 5 minuti.
Ho fermato la macchina e staccato con la spatola dalla ciotola e dal gancio l'impasto perché così si raffina ulteriormente il tutto, ho ripreso il lavoro. Tempo: 10 minuti.
Nel frattempo ho infarinato una ciotolona e il piano di lavoro.
Finito d'impastare ho rovesciato la massa sul tavolo, le ho dato due pieghe e chiusa a palla che ho poi appoggiato nella ciotolona e sigillato con il domopack. Tempo: 5 minuti
e poi... Via nel frigorifero e io via a lavorare...
Quando si fanno lievitare lentamente gli impasti a freddo, si guadagna in aroma e ovviamente si ha libertà di tempo. Tempo minimo: 6 ore
Un'occhiata nel frigorifero e... bellissimo!!!
la pallina è diventata un bel pallone gonfiato!!! È arrivato il momento di dargli forma: ho fatto scendere l'impasto senza piegarlo né ammassarlo, l'ho allargato, gli ho dato le due pieghe e...
l'ho arrotolato sigillandolo ad ogni giro. Ho ulteriormente arrotolato il pane e...
una volta soddisfatta del risultato l'ho adagiato sulla leccarda rovesciata (ho l'impressione che usandola rovesciata, ci sia un accumulo di calore... ma è solo una mia teoria...) sulla quale ho sparso della farina grossa di mais (serve per far passare aria sul fondo e quindi cuocerlo meglio)
Ho coperto con un telo e un po' di pellicola il pane e chiuso in forno a lievitare per la seconda volta. Tempo: 3/4 ore ( in frigorifero puoi ipotizzare tempi doppi)
Dopo la lievitazione faccio scivolare la leccarda verso l'esterno, tolgo Domopack e panno, incido profondamente con un coltello affilatissimo la superficie superiore della pagnotta evitando di toccarla con le mani, la riposiziono a freddo nella parte alta del forno e impostando la temperatura a 200 gradi inizio la cottura. Quando si raggiunge la temperatura abbasso a 180 gradi e lascio cuocere per 30 minuti quindi spengo il forno e controllo la cottura battendo sul fondo della pagnotta per sentire se suona e osservando il colore della crosta. Se tutto fosse ok, lascio il pane rovesciato nel forno aperto fino al raffreddamento...se ci si riesce!!!
Bene...tutto qui! ;)))
300 gr di farina 00
350 gr di farina Manitoba
50 gr di LIEVITO MADRE
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
Ed ora ti spiego come ho fatto: ho preso dal frigorifero 50 gr del mio lievito madre e l'ho rinfrescato con 50 gr della farina Manitoba e 40 gr d'acqua la sera precedente alla panificazione; è rimasto a divertirsi fuori dal frigorifero per tutta la notte e la mattina successiva era più che triplicato (a me è servito un solo rinfresco in quanto è un lievitino bello pipicchio e frizzantello, e questo dipende sempre dalla vitalità dei batteri, insomma potresti dover aggiungere ulteriori grammi di farina e acqua sempre nella proporzione 50-50-40 anche più di una volta)
Quindi l'ho versato nella ciotola dell'impastatrice con i 300 gr d'acqua e i 5 gr di lievito di birra. Usando il gancio K si e' velocemente sciolto, quindi ho aggiunto lo zucchero e miscelato un terzo circa di farina 00 e un terzo di Manitoba. Tempo: 10 minuti
Ho poi cambiato il gancio ed iniziato ad impastare aggiungendo ancora le due farine ( sempre un terzo di entrambe) Tempo: 5 minuti
A questo punto è ora di aggiungere il sale, mescolare e con calma, terminare le farine. Tempo: 5 minuti.
Ho fermato la macchina e staccato con la spatola dalla ciotola e dal gancio l'impasto perché così si raffina ulteriormente il tutto, ho ripreso il lavoro. Tempo: 10 minuti.
Nel frattempo ho infarinato una ciotolona e il piano di lavoro.
Finito d'impastare ho rovesciato la massa sul tavolo, le ho dato due pieghe e chiusa a palla che ho poi appoggiato nella ciotolona e sigillato con il domopack. Tempo: 5 minuti
e poi... Via nel frigorifero e io via a lavorare...
Quando si fanno lievitare lentamente gli impasti a freddo, si guadagna in aroma e ovviamente si ha libertà di tempo. Tempo minimo: 6 ore
Un'occhiata nel frigorifero e... bellissimo!!!
la pallina è diventata un bel pallone gonfiato!!! È arrivato il momento di dargli forma: ho fatto scendere l'impasto senza piegarlo né ammassarlo, l'ho allargato, gli ho dato le due pieghe e...
l'ho arrotolato sigillandolo ad ogni giro. Ho ulteriormente arrotolato il pane e...
una volta soddisfatta del risultato l'ho adagiato sulla leccarda rovesciata (ho l'impressione che usandola rovesciata, ci sia un accumulo di calore... ma è solo una mia teoria...) sulla quale ho sparso della farina grossa di mais (serve per far passare aria sul fondo e quindi cuocerlo meglio)
Ho coperto con un telo e un po' di pellicola il pane e chiuso in forno a lievitare per la seconda volta. Tempo: 3/4 ore ( in frigorifero puoi ipotizzare tempi doppi)
Dopo la lievitazione faccio scivolare la leccarda verso l'esterno, tolgo Domopack e panno, incido profondamente con un coltello affilatissimo la superficie superiore della pagnotta evitando di toccarla con le mani, la riposiziono a freddo nella parte alta del forno e impostando la temperatura a 200 gradi inizio la cottura. Quando si raggiunge la temperatura abbasso a 180 gradi e lascio cuocere per 30 minuti quindi spengo il forno e controllo la cottura battendo sul fondo della pagnotta per sentire se suona e osservando il colore della crosta. Se tutto fosse ok, lascio il pane rovesciato nel forno aperto fino al raffreddamento...se ci si riesce!!!
Bene...tutto qui! ;)))
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